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O L T R E   

Avevo terminato dicendo: ...l'Amore e l'abbraccio con Dio non è teoria.. Dio, legato alla idealmente e consumisticamente alla religione, viene spesso confuso con l'energia primordiale o primaria, con l'uno o l'inizio di ogni cosa. Ma anche questo è un uso utilitaristico per evitare di dire che Dio esiste, almeno per quanto siamo in grado di comprenderlo e percepirlo. Tuttavia lo isoliamo dentro ciò che la mente è capace di intuire e crediamo che quella sia una probabile verità. L'unica verità è che abbiamo distorto qualcosa che non può essere spiegato.
Le personali e diverse verità di chi incontriamo sono piccole perle che mettiamo insieme grazie al filo della nostra anima. Un filo che porta, come il filo di Arianna, all'altro capo della collana; proprio perché - prima o poi - il filo termina. Questa, alla fin fine, è la vita. Ho inserito volutamente questa ultima pagina per definire alcuni aspetti fondamentali della mia ricerca che non sono stati trattati nella pagina precedente, affinché il visitatore potesse raccogliere, spero nel modo migliore, cosa sia una spiritualità senza collegamenti a simboli, archetipi, istituzioni, maestri, testi o tecniche. Una raccolta più o meno poetica o, se volete, allegorica di cosa significa spiritualità per me. Una spiritualità dove gerarchie e potere non esistono e può in qualche modo sconvolgere la visione dell'io e l'io stesso.
Se invece di guardare alla collana che giorno dopo giorno costruiamo guardassimo al filo, scopriremmo che è quest'ultimo ad essere importante, perché è il legame invisibile che tiene insieme tutte le perle. Un filo trasparente che porta non solo le innumerevoli esperienze che possiamo ricordare o no, ma tutte le vite vissute dall'anima: perle di conoscenza che si liberano rendendo l'anima libera. Il filo ci ricorderà, quando saremo in grado di avere una percezione più ampia, che il filo è qualcosa di cui dobbiamo avere cura, ma non è la nostra essenza e definitiva identità.


Viviamo in un deserto dove ogni traccia viene cancellata dal vento e dove ogni nuova generazione inizia da zero un nuovo percorso. Sebbene l'uomo cerchi di tramandare la propria storia o di lasciare un proprio segno nella società (spesso dettato dall'ego), in realtà lascia solo un graffio che viene poi liberamente tradotto, stravolto e interpretato da chiunque crederà di averlo conosciuto o compreso. Quando questo avviene, le persone riportano solo concetti teorici, spesso per dare forza alle proprie idee. Questo modo di esprimere i concetti, non porta a nulla. È bene ricordarlo: quando imparerete ad ascoltare e percepire, scoprirete la possibilità di apprendere e percepire l'esperienza dell'altro e, in questo modo, farla propria.
In realtà ciò che viene riportato nel tempo non è la realtà, sia essa scritta o verbale, ma è solo una visione e opinione personale del tutto opinabile. La realtà cambia in rapporto all'osservatore, in quanto le sue esperienze hanno avuto un certo 'terreno' per svilupparsi. Il terreno di ognuno è diverso e quindi anche il suo prodotto. Dobbiamo quindi comprendere che accogliere le idee altrui non è fare esperienza, ma trovare un collegamento nella mente che possa aiutarci ad andare oltre e scoprire che le esperienze non sono solo quelle fisiche o mentali, ma anche quelle interiori. L'immaginazione è una forza creativa che non conosciamo, ma può diventare esperienza se vissuta interiormente; da essa nascono le scoperte, siano rivolte alla materia o allo spirito.
Non si può parlare per voce di un altro, nemmeno quando si crede di conoscerlo o si sia ben studiato la sua vita e i suoi scritti. Ci sono due livelli di apprendimento: uno è legato alla memoria e l'altro alla ragione. Ad esempio, gli spot pubblicitari ripetitivi si fissano nella mente del primo che poi ripeterà più o meno inconsciamente, continuando anche a credersi libero, il secondo richiede invece non solo una logica e un perché, ma anche la dimostrazione pratica di ciò che viene raccontato. Esiste poi un terzo livello di apprendimento che si esprime nel silenzio. Silenzio non della mente che naturalmente viene usata come strumento, ma silenzio dell'io dove si manifesta una volontà che sfugge alla ragione.


Cosa sia e da chi sia stato creato questo mondo pone l'uomo davanti a molte ipotesi: dio, il demonio, il caso, gli extraterrestri, ecc. Alcuni rifiutano l'idea di un demonio sulla base che tutto è uno e il male non è altro che la mancanza di bene. Ciò è vero, visto che lo stesso demonio -quello raccontato dalle religioni- è un essere di luce o spirituale che è caduto a causa di una sua scelta. Ma domando:ciò che noi chiamiamo dio o demonio sono archetipi, egregore, energie oppure esseri veri e propri? E se fossero esseri spirituali siamo in grado di accoglierli? Se il male è un essere creato da Dio, può essere che noi siamo stati creati dal demonio? O, meglio, la nostra anima a cui tendiamo ad identificarci al pari del nostro io, non potrebbe essere invece qualcosa di cui abbiamo la responsabilità di far crescere ed educare? E poi, ritornare all'uno ci permetterà veramente di mantenere la nostra identità così come la conosciamo?
Chi siamo realmente? Se siamo un'anima adombrata, al pari del demonio, stiamo cercando di rimediare ad un errore e la vita è semplicemente una dolorosa 'lavatrice' per recuperare ciò che siamo. Se siamo uno spirito puro, l'anima che percepiamo assume un altro ruolo. Un ruolo di figlia, di colei che dobbiamo educare affinché possa essere ciò che è. E non si tratta di un essere, ma di uno stato di coscienza che prende l'intero universo. Da tempo c'è un grande parlare di fisica quantistica, non è solo una moda, quanto una presa di coscienza da parte delle persone che c'è qualcosa di più della sola materia. È positivo, ma si deve saper andare oltre perché gli schemi umani sono la rappresentazione di qualcosa che avviene nell'anima. Ma è così? Si possono fare infinite teorie che non ci porteranno ad avere una verità, ma solo un percorso più lungo in quanto useremo solo la mente. Il tempo non è importante perché nasce da una espansione della coscienza di questa anima, ma vogliamo perdere l'occasione, sotto i nostri occhi, di comprendere quanto viviamo?
Sto trattando concetti che vanno oltre l'assoluto usando concetti assoluti e relativi più o meno conosciuti dall'essere umano. Concetti dai quali nasce una favola per adulti che vi racconto: un tempo la luce, che male non era, tramite la propria libertà uscì dalla creazione e creò un proprio mondo. Si isolò nella sua stanza alla stessa maniera di un bambino che rifiuta il mondo, pensando di aver fatto chissà quale sua prodezza. Non c'è errore, ma solo la libertà di una scelta. Dio, lasciandolo libero nelle sue scelte, gli regalò una spiaggia soleggiata. Da quel momento, l'essere di luce iniziò a creare castelli e immagini, diede loro una vita e una storia ed era felice. A Dio questo bastò. Le sue creazioni presero vita e iniziarono ad avere una propria autonomia e storia. Grande fu la sorpresa di questo essere quando scoprì che con lui c'erano altri esseri e fratelli venuti lì a giocare sulla spiaggia con lui. Venne la sera e come c'è un tempo per ogni cosa, anche lui luce degli occhi di Dio, capii la sua scelta. Tornò così a "giocare" nel giardino di Dio mentre alcuni suoi amici stanno completando le costruzioni affinché anche ciò che è stato da lui creato possa entrare nella Creazione di Dio.


Non si può quindi non continuare con un'altra storia. Venne un caro fratello per insegnare cosa sia l'amore. Fu, come tutti coloro che cercano di aiutare le persone ad uscire dai loro schemi di violenza e abitudini, messo in croce o, in altri periodi storici, bruciato vivo. Sebbene sia un modo drastico per cancellare la loro influenza, la vera cancellazione avviene quando vengono innalzati su un altare e venerati come dei. Costantino l'aveva capito e per questo motivo ha usato la sua ipotetica immagine per raccogliere ulteriore potere sulle persone. Il reale messaggio d'amore si è perso e, sicuramente, è stato modificato e interpretato. Tuttavia, nell'interiore di ognuno c'è il suo vero messaggio e le chiavi per realizzarlo.
Tuttavia, per realizzarlo è necessario che ognuno faccia il proprio percorso. Esca dalle abitudini, dalle certezze e dalle strutture mentali. La mente è solo uno strumento, usato in piccola parte. si può andare oltre, perché il corpo umano racchiude immense ricchezze che l'uomo non conosce. Non saranno le tecniche a fargli percepire, perché al pari di una droga innescano meccanismi più o meno ripetitivi che nascondono la verità di ciò che siete.
Tralascio coloro che fanno i patti con i morti o i santi. Tralascio anche coloro che operano per conto di santi o dei. Tralascio quanti sono legati alle tradizioni. Mi rivolgo solo a coloro che cercano interiormente e abbiano compreso quanto sia inutile per loro pregare davanti ad un altare, in quanto rappresenta solo un modo per delegare e rimandare la propria scelta di vita, quella di essere se stessi e non la copia di qualcuno. In questo modo saremo in grado di fare cose ancora più grandi, sempre nel rispetto della libertà di ognuno. Perché è bene ricordare che non si convertono le persone, ma si racconta una storia, la propria storia, affinché ognuno scopra la spiritualità dentro di sé.


I legami più forti arrivano dal passato. Non possono essere spezzati o negati perché fanno parte di noi e sono scritti all'interno del nostro corpo, all'interno della nostra anima. Possiamo sovrascriverli con le tecniche e credere per un momento che li abbiamo superati. Purtroppo è solo una illusione, vanno compresi, accettati e, nel possibile, risolti. Si risolvono perché la vita, quando siete pronti, vi porrà davanti una prova che se superata vi permetterà di sciogliere il problema. Nessuno potrà farlo per voi. Il passato spesso non è passato, ma vive nel nostro presente e scrive il nostro futuro. Ed è inevitabile quanto la tormenta di sabbia nel deserto. Puoi credere di prepararti quanto vuoi, il passato ti travolgerà comunque.
Entrare nell'interiore significa affrontarlo con volontà, amore e determinazione. La spada è interiore ed è la tua volontà oltre ciò che credi di essere. Gli errori sono solo disattenzioni determinate dall'ignoranza e da una più o meno innocente superficialità. Ma sono anche un incentivo per andare avanti, perché -puoi sempre ricordare- se ti fermi anche una sola volta nel tuo deserto, la tormenta ti seppellirà. Non dimenticare però che quel deserto è un paradiso in potenza, basterebbe portarci l'acqua. Ma cosa è l'acqua? È l'uomo.
Tra alti e bassi incontrerai le tue oasi di pace, troverai un senso e una direzione. Scoprirai che il tempo è solo un filo di sabbia nella clessidra che tu stesso hai creato per dirti cose che sono reali solo in potenza. Piccoli granelli che possono essere perle di una collana. Dentro e fuori diventeranno la stessa cosa quando avrai svuotato la tua clessidra. Però, prima di quel tempo, sarai come su una bilancia dove il movimento interno smuoverà quello esterno e viceversa. Sbilanciamenti che porteranno a svuotare lentamente i due piatti della bilancia e ti faranno trovare l'ultima oasi: il Giardino dimenticato.


Cicli e ricicli. La storia sembra ripetersi all'infinito con nomi e luoghi diversi. Ciò è determinato dal fatto che l'uomo non è mai se stesso, ma qualcun altro. Così come la contemporaneità delle vite in un'anima rispecchia diverse problematiche e la vita comune di più anime in una persona possa rispecchiare la necessità di un ritorno al Giardino. Tutto questo ci dice che non sapremo mai a che punto siamo del percorso, soprattutto se prima non comprenderemo quanti siamo. Ma anche questa è una illusione dettata dalla mente.
Ci turba, sicuramente, pensare che noi siamo diversi da noi stessi. Ci turba ancora di più pensare che la propria identità si perderà in tante. Il turbamento cresce nella mente perché l'io non è capace di accogliere ed entrare nella condivisione. Vuole essere importante. Vuole catalogare. Vuole comprendere. Ma cosa è, a questo punto, il nostro io? Il prodotto di un cambiamento, alla stessa maniera di come il tempo viene creato dal cambiamento della coscienza. Oppure è qualcosa di più? Nulla va lasciato indietro, nemmeno lui. Capite? La mente è un quid legato all'anima che sta nascendo in un mondo Spirituale. Alcuni credono che l'antimateria e il vuoto dentro l'atomo siano collegabili in qualche modo allo spirito o all'aldilà. In realtà, è qualcosa di più, è lo strumento di Dio per far nascere l'anima nel mondo spirituale ed è legato intimamente alle leggi spirituali. Dove per spirito si intende quelle qualità divine che non possono essere raccontate, ma solo esperite.
Tutto è possibile. Un essere umano, pur mantenendo un unico io, può essere in collegamento con più anime e queste, alla fine, potrebbero essere in collegamento con più esseri umani, sia a livello di spazio-tempo contemporaneo e anche no. Le possibilità offerte sono molteplici e in pratica sono infinite. Comprendere questo aspetto non significa stravolgere la propria vita o la propria identità, perché essa è già rappresentata in tale modo. Si tratta di una percezione, di essere consapevoli e coscienti di ciò e, quindi, di comprendere il mondo in modo diverso dove il tuo prossimo può essere un te stesso. Tuttavia, prima di tutto questo, si deve prima ampliare il proprio modo di vivere e percepire la vita e le esperienze, poi scoprire il prossimo e accoglierlo e solo dopo si potrà fare il salto oltre il dualismo e i simbolismi.


Veniamo tutti dalle stelle e alle stelle torneremo. Ciò che ci appare è un'infinitesimale parte di ciò che i sensi ci raccontano, perché la mente filtra moltissime informazioni. Abbiamo il profondo desiderio di voler comprendere razionalmente tutto quello che i sensi percepiscono, ma ogni volta che lo facciamo la mente costruisce una nuova struttura. L'uomo si è costruito degli strumenti per sostenere le sue credenze e verità parziali. Per questo motivo lasciamo da parte questo moto e cerchiamo di andare oltre. Quante volte vi ho detto 'oltre'? Tante, perché spesso vivete con verità sconosciute e solo studiate, credute per fede al pari di un oroscopo, al pari di un rito o di un dogma. Sono stampelle utili, ma vi domando: avete ancora bisogno di queste stampelle? Perché non approdare ad una conoscenza più profonda che si basa sulla percezione di ciò che siamo? Perché ogni volta che incontriamo una persona c'è la possibilità di comunicare a livello sottile tramite le proprie anime.
Questo accade sempre durante le nostre esperienze, anche con la natura, la mente razionale non è consapevole, ma accade. A volte incontriamo persone con un interiore molto ricco e profondo, possiamo provare una paura incontrollata oppure una curiosità e attrazione. Se superiamo questa prima emozione, abbiamo l'occasione per riconoscere noi stessi nell'altro. Alcune persone credono agli angeli come disincarnati, entità, energie, quando in realtà tutto si muove nella legge divina e nulla deve turbare la crescita. Eppure si cerca il miracolo o una manifestazione per dire che si tratta di spirito. Non è così, anzi, vi avverto: diffidate delle manifestazioni che potete vivere fuori, sono trucchi per sviarvi, in quanto il vero miracolo avviene dentro la persona. Quando un essere con un'anima antica si incarna porta novità che non sono sempre popolari, ma il loro scopo va ben oltre quanto è conosciuto e fino a quando non scoprirete chi siete, questo concetto sarà per voi astratto. Nel frattempo l'umanità potrà evolversi tecnologicamente e arrivare anche ai viaggi spaziali e nel tempo, tuttavia, resterà sempre quella che è: una coscienza chiusa nel suo spazio tempo.
Ci vuole una grande forza d'animo per rispettare, riconoscere, accettare, studiare, far proprio e andare oltre quanto sappiamo. Guardando il cielo stellato, la sera, dovremmo riuscire a guardare oltre la bellezza di quelle luci e vedere non i collegamenti astrologici o l'aereo di turno che lo sorvola, ma la stessa vita. Quella con la V e la A maiuscola che ti invita ad andare oltre. Molti vogliono andare su altri pianeti, altri su piani di esistenza diversi e la vita li porterà dove è meglio per la loro crescita. Per questo motivo chi si ferma in superficie resterà in superficie, chi si addentrerà nell'oscurità si troverà nell'oscurità e chi cercherà nel proprio interiore potrebbe, dico potrebbe, scoprire una luce che non dovrà seguire, ma solo comprendere.


Il Giardino non è qualcosa o un luogo da scoprire, ma è uno stato di coscienza. Lo si è o non lo si è, non c'è una via di mezzo. Si potrà facilmente comprendere solo se non sarà mai identificato in una immagine nella nostra mente perché esce dai limiti di assoluto e relativo e viaggia oltre i confini dell'aldilà e di questo mondo. Viaggia, perché è in un mutamento perfetto e collegato a qualsiasi aspetto di Dio. Se di Dio non si può dire nulla, nemmeno del Giardino si può dire qualcosa e chi lo fa inventa immagini illusorie solo per fare dei proseliti e mai delle persone libere e coscienti. Ogni simbolo è una Legge e un potere in potenza, l'essere divino o spirituale non necessita dei simboli, egli è quel simbolo e Legge. La sua manifestazione non è dettata dal fare, ma dall'essere ed è per questo che non è un potere. Ogni volta che si usa un simbolo, lo manifestiamo nel fare ed esso determina a sua volta un peso sull'anima, mentre quando è, è e basta, è l'espressione del Giardino.
Concetto difficile da comprendere in un mondo dove il fare determina il peso che di chi sei e si crede che una persona che ha trovato la spiritualità e la saggezza debba essere per forza luminosa, colta, serena e sana. Ogni persona può fornirvi le chiavi per comprendere voi stessi, tutto dipende da voi, soprattutto, scoprire se avete ancora dei pregiudizi. Questa è la ricerca interiore di cui ho sempre parlato, non è una ricerca spirituale, ma interiore. Un interiore che non ha nulla a che fare con l'inconscio, ma solo con la vostra anima.
Tutte le volte che cerchiamo di divenire, di essere, di avere, di andare o di cambiare noi stessi in qualcosa navighiamo solo la superficie del mare della vita. Mentre, se ci fermiamo e siamo noi stessi, finalmente, rappresentiamo quello che siamo e la luce scorrerà dentro e fuori di noi. Chi saprà accoglierla, nello sguardo o nella parola o nell'interiore, saprà di cosa stiamo parlando, saprà a cosa ci riferiamo, saprà tutto, perché lui si troverà nelle profondità del nostro oceano. Essere non è la controparte del divenire, essere significa saper accogliere il dualismo, l'infinito e il mistero pur lasciando ogni cosa al suo posto e tempo. Questo vuol anche dire che sappiamo cosa sia la libertà. La libertà di lasciare libero il nostro interlocutore.


foto Dopo poco più di un anno dall'ultimo aggiornamento di questa pagina, quando la ricerca era rivolta verso le origini delle popolazioni Tuareg e della leggendaria regina Tin Hinan, oggi il viaggio nel mio deserto è terminato. Mi sono realizzato un ciondolo che rappresenta la mia oltre trentennale ricerca e in qualche maniera, da essere umano, la mia famiglia e le mie origini. Il mio essere umano, incarnato in questo periodo storico, risulta essere una vita ricca di contraddizioni e diversi dolori, reagisco male alle offese e se attaccato, soprattutto senza rispetto, reagisco con durezza. Per tutto questo c'è un motivo: la mia è una storia non bella, ricca di errori e di violenze, non tanto fisiche quanto psicologiche. Ho passato una vita a comprendere ed accettare il passato, a trasformare la rabbia per abbracciare il dolore ed è sembrata una storia infinita. Però quando mi arrendo agli errori e al dolore percepisco l'infinito e l'essere che si cela dietro di me e al quale sono intimamente collegato, allora mi sento accolto nello spirito e scopro che la mia anima è una cara figlia da accudire al pari del mio corpo. Tuttavia proprio per questo motivo non voglio essere preso ad esempio, perché non sarei un buon esempio e perché siete voi il vero campo della ricerca interiore. Sono solo un piccolo viaggiatore nel deserto della vita che racconta la propria storia e, diciamo così, sono solo un cantastorie.
ciondolo Mi sento composto di tre elementi uniti sotto un solo e unico nick: Paxlex, dove si intersecano un fisico con tutte le sue peculiarità e storia di questa vita terrena,un interiore intimamente legato alla mia anima e l'essere divino espressione della Spiritualità. Per questo motivo in Paxlex, c'è Paolo Toso: caldo, razionale, tecnico, simpatico, ma anche estremo e dai cambi di umore improvvisi. Poi c'è Riaxos: freddo, creativo, folle, riservato, oscuro, misterioso, ma sempre pronto a fornire riflessioni non prevedibili che talvolta lasciano senza parole. Infine c'è Xalhan Lehila: silente, profonda,nascosta e pur visibile, spirituale, un essere oltre ogni termine e immaginazione. Ognuno di noi ha questi aspetti dentro e fuori di sé e dipenderà da ognuno scoprirli. Se non sarete voi in questa vita, lo sarà un altro voi in un altra. Inevitabilmente ogni vita è unica e occasione unica per arrivare alla fine. Qualunque cosa crediate di me o di chiunque altro non vi servirà a nulla, perché prima di tutto siete voi il campo di scoperta e poi perché sapere se qualcuno è riuscito o meno nell'intento non è di aiuto. Per quanto mi riguarda, io proseguirò il mio viaggio verso Casa.
Buon viaggio cari amici e compagni di viaggio.
[agg.ta 07/2017]


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