Le menzioni

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Nel corso della mia ricerca ho ricevuto alcune menzioni da parte di due istituzioni, alle quali ho aderito nel lontano 1997.

La prima è La chiesa Siro Antiochena Missionaria Autocefala d'Europa per la quale ho avuto la nomina di diacono. Nomina che mi permise di formare ufficialmente gruppi di studio e di riflessione in merito alla ricerca spirituale e alla figura del Cristo. Quando qui trascritto fa riferimento a ciò che era conosciuto nell'anno 1997, oggi, nel 2020 la situazione potrebbe essere cambiata.

La Chiesa nasce nel 1497 con lo scopo di ricondurre le persone verso la cristianità tramite sacerdoti e diaconi, entrambi liberi predicatori della parola di Dio. Non esiste un'istituzione che offra loro supporto materiale in quanto il primo e unico reale tempio è l'uomo. Per questo motivo è stata definita da sempre come "missionaria", mentre il termine "autocefala" indica che è autodeterminata verso la diocesi di origine: ogni sacerdote e diacono risponde alla propria coscienza e a Dio del proprio operato, muovendosi ovviamente secondo le leggi della nazione in cui risiedono. Questa Chiesa ha un preciso ufficio presso la Santa Sede oltre una chiesa madre in Francia. Quest'ultima ha il solo scopo di fornire un punto di riferimento legale alle diverse istituzioni nelle varie nazioni, ma non ha giurisprudenza sui diversi sacerdoti o diaconi così come avviene invece per la Chiesa Cattolica. Non ho avuto, nel corso degli anni, un'ulteriore occasione per chiedere maggiori informazioni a Sua Vittoria Mon. F.Arcivescovo Metropolita Patriarca Vessillifero Missionario P.F. Vetrani che nel 1997 era il responsabile italiano di questa Chiesa. È stato lui, dietro un lungo colloquio, a darmi il titolo di diacono e di operare secondo coscienza.

(c) VIETATA QUALSIASI RIPRODUZIONE Da una mia breve ricerca personale ho scoperto che questa Chiesa, partendo dalle sue origini (nasce sulle orme di Tommaso Apostolo), ha vissuto moltissime scissioni, alcune delle quali -è bene ricordare- fa parte anche la Chiesa Ortodossa e Cattolica. Questa Chiesa ha visto sia periodi buoni, sia periodi cattivi. Negli ultimi anni, alcuni rami di questa Chiesa, deve affrontare in altre nazioni dei forti contrasti con il potere che non la riconosce come religione e viene associata piuttosto come una setta: proprio a causa dell'assenza di una gerarchia, di una qualche forma di istituzione fisica e del numero assai esiguo di praticanti. Per questo motivo, si deve fare sempre affidamento al nome del responsabile nazionale per comprendere l'attuale posizione di quello specifico "ramo". In verità, dal mio punto di vista, ognuno di noi è "Chiesa" quando entra in comunione ad un suo fratello.

È un fatto assodato come il concetto di spiritualità e religiosità sia tanto diverso da nazione a nazione e così frammentato nella stessa società mostrandosi solo come principio del tutto personale. Sebbene ci sia il tentativo, assai positivo, di trovare un punto comune tra le diverse religioni, tuttavia questo tentativo è fallimentare se ognuno resta sulle proprie posizioni, accettando l'idea dell'altro come opinione personale e confrontandosi solo a livello intelettuale e letterale. Questa cosa è importante, perché spesso si crede che inglobare (riconoscere) la verità di un altro possa sporcare ciò che è invece ritenuta da noi una verità assoluta.

Le verità vanno comprese e collegate sulla base del loro contesto, solo così è possibile una comunione al di là dei concetti e simbolismi di ognuno. Sebbene questa azione mostra quanto la visione di ognuno di noi sia limitata, può in questo modo essere ampliata. Un passo successivo è quello di comprendere che non è la parola e la ragione ad essere posta in gioco, ma la percezione di ciò che la parola stessa muove dentro la persona. Ed è questo il punto su cui io stesso sto cercando oggi (2010) di lavorare.

Nel 1997 ho accettato il titolo di diacono perché, parlando direttamente con il Monsignore, ho riconosciuto nelle sue parole un punto fondamentale: non voler creare una struttura istituzionale, legata ad una gerarchica e ad un luogo o un simbolo, ma lasciare al singolo un rapporto diretto con il Cristo e Dio dove il sacerdote, o il diacono, è semplicemente un fratello che può essere di aiuto nei momenti di sconforto o di difficoltà o, eventualmente, una spalla per ridere nei momenti di gioia e serenità.

La religione, se così la vogliamo chiamare, che non abbraccia tutti gli esseri umani e li divide, li giudica o, peggio, si interpone tra Dio e la coscienza dell'individuo non è collegabile a quell'amore infinito di cui il Cristo parla ancora oggi attraverso diverse persone. Piuttosto, è invece ben collegata ad un "dio" minore che vorrebbe tanto essere superiore, ma di fatto non lo è. Alla fin fine siamo tutti credenti, solo con valori e nomi diversi. Se il proprio credo è fonte di coesione e di rispetto verso l'altro non può che collegarsi all'infinito mistero della vita.

(Queste informazioni e riflessioni sono tratte da un colloquio con il Patriarca)
Vorrei aggiungere alcuni ulteriori e importanti punti (05.2015) in quanto, nel corso di questi diversi anni, le mie opinioni sono molto cambiate e posso dire di non essere più quello del 1997. Alcuni tendono a mettermi un'etichetta credendo di conoscermi solo perché sono diacono di una Chiesa. Io sono prima un fratello alla ricerca di se stesso e della spiritualità e poi tutto il resto. Sarebbe un profondo e grave errore di giudizio pensare che io possa, oggi, aderire a qualsiasi confessione, perché il mio spirito e la mia mente vanno oltre i simbolismi religiosi e la mia fede è basata sulla Vita e non su archetipi. Questo non mi fa migliore in senso generale, ma solo più sereno rispetto a quello che ero un tempo.
La seconda viene dalla Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo. Da prima come membro onorario e Accademico dell'Accademia stessa e successivamente con il titolo di Reggente Esecutivo per la regione Friuli Venezia Giulia.

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Costituzione: L'Accademia venne progettata, su idea di Dante Alighieri, nel 1350 dal poeta Francesco Petrarca con il nome di "Accademia degli Ostinati in Ardore". Venne poi fondata nel 1480 come "Accademia degli Ardenti" dal letterato viterbense Sante Cesara che propose il seguente motto: "Imperocché se ne studiassero le antiche lettere, facendole note et accessibili agli spiriti più macerati". Ebbe nelle sue fila l'Ariosto, il Tasso, Michelangelo, Vittoria Colonna, Ludovico Muraton, il Leopardi, lo scrittore Tecchi, gli editori Curcio e Mondadori, lo scultore Nagni ed altri uomini illustri. Fu soppressa nel 1873. Venne ricostituita nel 1964 per iniziativa del Prof. Mario Signorelli e nel 1984 ebbe la sede nella città di Piacenza, mentre oggi la sede legale è a Roma. È l'Accademia più antica e rinomata d'Italia.

  • Data di fondazione: 14 maggio 1480.
  • Simbolo: lo stemma, che è quello originario, consiste "in verghe d'oro poste in un crogiuolo sopra le fiamme a liquefarsi, con il motto DONEC PURUM" (alla massima purezza).
  • Scopi: l'Accademia si propone da lunghissimo tempo la diffusione di ogni forma nobile dello scibile umano attraverso le scienze e le arti, con particolare applicazione allo studio della civiltà pre-etrusca degli Oceani Pacifico ed Atlantico.
  • Attività: a seguito delle scoperte archeologiche nella Città Sacrale nei pressi di Viterbo, risalenti a 50.000 anni a.C., l'Accademia intende dedicarsi alla prosecuzione della ricerca archeologica e alla pubblicazione di libri nuovi o esauriti su tale argomento. Dal 1480 sono stati organizzati oltre 2.000 convegni e conferenze.
  • Riconoscimento: l'Accademia delle Scienze e delle Arti degli Ardenti di Viterbo è iscritta nell'Albo ufficiale delle istituzioni presso il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e riconosciuta dalla Repubblica Italiana; è O.N.L.U.S. ed è presente nell'Annuario delle Isitituzioni dell'Istituto Nazionale dell'Informazione: INI - Editoriale Italiana, 00192 Roma - via vigliena n.10.
  • Sede: la sede legale è a Roma, mentre l'Accademia risiede nella storica e stupenda città di Viterbo, la quale è completamente impregnata della lunghissima storia degli " Ardenti " di Viterbo. Ultimo indirizzo conosciuto: Reggente Generale Don Pietro Vetrani, via Grottarossa 94, Roma.
  • Sede in FVG: la sede regionale del Friuli Venezia Giulia dell'Accademia è puramente simbolica e fisicamente esiste, in quanto esiste solo nella figura del suo Reggente Esecutivo. Ciò è dovuto a una scelta specifica dell'Acc. Paolo Toso, che ha preferito rinunciare a creare un'ulteriore istituzione per offrire un'immagine più diretta e meno vincolante per chi si accosta alla sua ricerca. Per questo motivo nessuno è autorizzato a parlare in sua vece.
  • Ufficialità: i documenti attestanti sono presso la Prefettura di Udine (Ministero dell'Interno).
    (info tratte dal libro INI)
  • Perché sono stato contrario ad istituire l'Accademia in F.V.G.

Sono state diverse le persone che mi hanno chiesto, nel corso degli anni, il perché non ho creato una istituzione fisica e legale dell'Accademia nella regione Friuli Venezia Giulia. In un primo momento sorpreso di questo grande onore cercai di contattare il comune di Udine per sapere la disponibilità di locali per associazioni e istituzioni. Mi fu risposto che erano già diverse le associazioni in lista di attesa e non sapevano quando mai si sarebbero liberati i locali. Compreso, anche come avviso della provvidenza, questo primo e inutile tentativo, di cui non fui probabilmente tanto convinto, decisi di non creare una istituzione ufficiale. Continuai in questo modo sull'idea originale: non c'era bisogno di scuole, istituzioni, maestri, guru per conoscere se stessi. Rinunciai così ai locali e ai possibili contributi per agire in maggiore libertà, lasciando le persone libere di scegliere, senza creare un centro di aggregazione e soprattutto evitando, in futuro, che qualcuno possa parlare per mia voce.

Come mi fu detto dal Reggente generale dell'Accademia, da un punto di vista strettamente legale, la mia stessa presenza in un qualsiasi luogo è istituzionale e viene ad essere identificata momentaneamente come l'Accademia. Questo concetto è sempre poco chiaro ed ho sempre riscontrato una grande ignoranza in merito anche agli aspetti legali collegati al titolo di Reggente esecutivo o di Accademico. Pochi sanno che essere membro onorario di un'antica accademia è un titolo più elevato del semplice dottorato, così come essere Reggente esecutivo supera di gran lunga altri titoli ancora più importanti. Pochi sanno che per rivolgersi ad una persona con questo titolo non si deve usare il "voi" o il "lei", ma il "Loro". Tuttavia, questo aspetto collegato ad una forma di rispetto verso colui che si è distinto è una conoscenza praticamente sconosciuta, ancora più visto il degrado culturale a cui tutti stiamo assistendo.

Pixabay Quindi, per riassumere: nessun aggancio legale, nessun maestro, nessun riferimento che possa essere riportato da terzi e soprattutto nessun simbolo da sbandierare o da promulgare. Ognuno è solo nella ricerca interiore e ognuno deve trovare la propria strada. Durante la pubblicazione del percorso in internet arrivai a nascondere il mio stesso nome dietro un nick particolare affinché le persone non si legassero alla mia immagine. Tuttavia, non sono certo che questo espediente sia realmente bastato.
Durante i miei incontri, conferenze e corsi ho riscontrato come sia facile per i partecipanti mettere l'interlocutore sopra uno sgabello e quanto sia difficile per lui far riconoscere questo loro meccanismo. Purtroppo sono giochi di potere che ben pochi riescono a riconoscere e ad evitare, nonostante la buona volontà.




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