Chi sono

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Era il mese di novembre dell'anno 1990 e mi trovavo a Londra per studiare danza jazz contemporanea e visitare la città. Ho conosciuto così per caso, se vogliamo credere al caso, Xhalan L. Xerhon in una delle tante piccole vie della città ed è diventata subito una cara amica. Una di quelle persone che sembra di conoscerle da sempre, dove ogni sguardo dava ad intendere fosse stata sempre una persona di famiglia. Da allora, ci siamo sentiti saltuariamente, ma sempre con costanza. Posso dire tranquillamente che è un vero personaggio: determinata, particolare, irruenta, estrosa, intelligente, passionale e molto sensibile. Spero sia chiaro da subito al visitatore o al lettore di queste pagine che il nome usato è solo un soprannome ed è così perché non vuole far sapere nulla di se stessa e quanto mi ha raccontato è legato ad una storia personale che sarà trasmessa così come è e pu&ogò essere letta anche come una favola per ascoltare dentro se stessi ciò che si muove. Perché lo scopo di questo sito è anche questo e non certo quello di fornire tecniche, cure, risposte e soluzioni ai problemi o alle domande delle persone.

Si potrebbe dire di lei tutto e il contrario di tutto, senza per questo dire nulla e non fornire adeguati collegamenti che possano rendere più vero quanto può aver espresso. C'è un concetto fondamentale: quanto descritto, sia qui che nei sette libri di Metafisica dell'esistenza, non devono avere un relatore, un riferimento ufficiale o il collegamento con un nome reale.Per questo motivo non possono e non devono essere valutati, come si fa usualmente, in un contesto o ad un soggetto. Non ci sono discussioni da fare se non quelle sulle proprie esperienze nello scoprire dentro di sé la propria verità, il proprio sentire, la propria anima, il proprio spirito o quanto crediamo che essi siano. Come detto da sempre, le idee trascritte in queste pagine servono solo come spunto di partenza verso una propria ricerca interiore e non certo per copiare o riprodurre quella di un'altra persona. Farne una filosofia, una religione, anche solo come idea, signifia non aver compreso il senso del discorso e travisare totalmente il percorso portandolo, come tante altre verità, nella falsità.

Con Xhalan ci siamo incontrati anche per periodi più o meno lunghi a casa mia, nei quali lo scambio è stato molto intenso. Proprio grazie a questo scambio e grazie alle abilità scrittorie di mia moglie è stato possibile semplificare nei libri il suo linguaggio, spesso - e personalmente, troppo - simbolico. Quando dico semplificare, mi riferisco ad una connotazione del testo più aperta e distesa, musicale, di fatto più pratica e semplice per il lettore che non ha studi filosofici. Ci ha raccontato una storia che ha dell'incredibile con una possibile radice di verità e così profonda da essere legata alla storia dell'umanità. Dobbiamo però sempre ricordare che tutto può essere travisato dalla mente quando non è in comunione con il cuore, la natura e la spiritualità. Ci vuole l'unione di mente e cuore per affrontare questo percorso: un dualismo, quello di questi due organi, sul quale hanno dibattuto molti filosofi. Noi ci limiteremo a dirvi che il campo energetico del cuore è 5.000 volte più forte di quello della mente e, per quanto quasi invisibile ai nostri sensi è collegato alle stelle e ai pianeti del cosmo che a loro volta influiscono in modo invisibile nella nostra vita. Per dirla in un concetto solo: tutto è collegato.

Ho usato in questa sezione l'immagine carina di due tuareg per ciò che rappresentano rispetto alla mia amica, al senso e difficoltà della vita nel deserto, alla loro antichissima cultura che va ben oltre l'imposizione islamica e all'importanza che da sempre danno alle donne; cosa che noi occidentali abbiamo da tempo perso e a fatica, causa l'ego, cerchiamo di recuperare. Chiudo questa immagine con il vissuto nel deserto, dove c'è silenzio, suoni flebili e la luce delle stelle che raccontano storie antiche, uniche e speciali, le quali parlano di come si può trovare nel deserto sia il Bene sia il Male. Per questi motivi, vi lascio con il canto di Archimandrite Seraphim Bit-Kharibi

Paolo aka "Paxlex"
A questo punto vi lascio nelle mani di Lei

 

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Cari amici e ricercatori,
non desidero essere prolissa ma, quanto più possibile, semplice e chiara. L'italiano non è la mia lingua e per questo motivo mi farò aiutare. Cercherò di non inserire troppi schemi, in quanto possono essere forvianti e, peggio, possono diventare creature illusorie nella vostra mente. Creature, che chiamate archetipi o egregore, presenti fin troppo nella vostra esistenza. Prima di addentrarci nella mia storia dovete prendere atto nella vostra vita questi otto punti per me fondamentali e sui quali potete inziare a riflettere.

01 Prepararsi senza preparazione

Nessuno arriva ad un'esperienza preparato tanto da essere certo di superarla al 100%. La preparazione però, è importante, è necessaria, ma non è garanzia di nulla. La preparazione, quando è solo teorica, porta a poco: la persona diventa ripetitore di ciò che ha letto, al pari di un libro o di un registratore. Tuttavia, se riesce a fare un riassunto significa che ha compreso almeno i concetti generali ma è ancora meglio se riesce a farla propria e a descriverla con un'ottica diversa. Perché, in quest'ultimo caso, non ha solo compreso i concetti, elaborandoli e interrelazionandoli con i propri ma ha ricavato una personale visione. Questo è richiesto, come minimo, da ogni serio ricercatore. Ricordando che non si deve mettere i concetti in contrapposizione ma collegarli ai propri, riconoscendone sempre il contesto da cui partono e vivono o esistono. Qualora questa operazione non sia possibile, si deve dare il tempo per approfondire e scoprire quanto non si è compreso. Spesso, troppo spesso, i vostri contrasti nascono dal voler difendere la vostra posizione oppure per interesse o, peggio, per secondi fini. Scopriteli e toglieteli, vedrete così che ogni piccola verità ha un suo valore, un suo perché di esistere, anche se potrà essere egoistico o di parte. Nei limiti tutto ha valore se è riconosciuto e collegato al contesto, mentre nell'assoluto tutto è e quindi può essere senza e con valore allo stesso tempo. Quando si parla di assoluto non esiste mai una gradazione o una condivisione e questo concetto dovrebbe farvi capire il perché un'anima cerca a tutti i costi - se è il vostro credo - di incarnarsi in una realtà come la vostra.
Rendere di valore un aspetto che è di per sé, detto in parole umane, nullo aiuta a comprendere il senso della Creazione e il lontano concetto di trascendenza, dove l'assoluto non è né la spiritualità né la Creazione stessa, ma un mondo dove in potenza c'è tutto ma, alla fine, non c'è nulla. La Creazione è assoluto, relativo e allo nello stesso senso anche trascendenza, però va anche oltre. Oltre l'umana percezione e pensiero. In questo primissimo passo fate molta attenzione: ho usato la parola essere e non diventare e quell'essere è in potenza e apparentemente e realmente anche assoluto. Lo sforzo che vi chiederò è quello di capire il senso delle mie parole che non andranno prese secondo i parametri da voi conosciuti, ma cercando di andare oltre le vostre strutture mentali. Quando, nella lettura, farete la scelta di continuare, di passare al paragrafo sottostante, rammentate che avete fatto una scelta e non potrete tornare indietro. E la scuola interiore, così come da me intesa, sarà bella che iniziata.

02 Usare una diversa intelligenza

Ciò che andrò ad esprimere qui vi servirà per leggere i sette libri. L'intelligenza non è la mente, non lo era infatti per gli antichi che vedevano nell'intelligenza una capacità dell'essere umano più ampia. La stessa logica non determina la ragione, in quanto - così come rassicura la gnoseologia - non assicura la verità ma solo la correttezza del pensiero. Non si tratta di puro e mero ragionamento, di incasellazione, di analisi o di sintesi di vari concetti, ma di correttezza che nasce da un insieme di fattori interni all'essere umano. Viene realizzata naturalmente attraverso sì la mente ma anche attraverso la comunione di emozioni, intuizioni, un sentire interiore che è un percepire oltre i sensi stessi. Dentro ognuno abbiamo una potenza, non un potere, immenso e non lo usiamo perché preferiamo favorire una limitata mente che solo apparentemente sembra toglierci dalle responsabilità come esseri completi. Una responsabilità evidente quando molti di voi criticano chi ha il potere ma allo stesso tempo lo vorrebbe oppure dove alcuni hanno responsabilità nel loro lavoro ma al momento meno opportuno fanno di tutto per scaricarla sui sottoposti. Il processo di coscienza delle proprie responsabilità richiede una profonda consapevolezza e chiarezza dentro se stessi e per questo motivo è importante smontare le strutture e le abitudini mentali che avete costruito nel corso della vostra vita. Non distruggerle ma rimodellarle secondo altri principi e ordine. Voglio avvertirvi di una sola ultima cosa: non sar&agraà dicendo di avere la responsabilità che sarete responsabili, ma affrontando le problematiche della vostra responsabilità. Comprendendo i propri eventuali errori e mettondo rimedio lì dove è possibile. Perché in caso contrario sarà la mente a parlare e non la realt&agraà dei fatti. Capite? Mi auguro di sì. Per questo motivo il cambiamento interiore avviene anche attraverso la vita quotidiana.

03 Approfondire restando a galla

Datevi sempre il tempo per approfondire gli argomenti, qualunque essi siano. Non fate l'errore di pensare di aver capito o di conoscere già un certo argomento. C'è una profonda differenza tra ricordare, conoscere, comprendere e assimilare un qualsiasi concetto che incontrerete. Andate oltre l'apparenza, perché andare oltre è sempre un passo in più oltre il vostro attuale limite. Selezionate ciò che è più congruo per voi, ma non dividete solo, non sintetizzate solo, ma collegate come meglio potete i concetti che incontrerete. Solo così si può indubbiamente imparare da chiunque, anche dalle persone grevi, insensate o violente. Esiste una sottile differenza tra il fastidio che si prova dentro e la percezione o l'esperienza della violenza, il primo (il fastidio) dimostra che qualcosa dentro di voi non è risolto, il secondo (la violenza) mostra una debolezza e l'incapacità a trasformare quanto è necessario al vostro interiore. In ogni caso, è sempre una lezione da approfondire, se siete in un contesto che ovviamente ve lo permette; in quanto, se siete in mezzo ad una guerra o siete gravemente ammalati, l'unica cosa possibile da fare è trovare una soluzione al problema contingente. Ciò che deve risultare qui rilevante è la vostra capacità ad approfondire le vostre conoscenze e lo potete fare solo attraverso i rapporti umani. Per questo motivo il libro sui rapporti umani è molto sottile: non si tratta di trovare tecniche di persuasione o ablità particolari per sapersi rapportare con gli altri, quanto essere veri a noi stessi e quindi agli altri. Veri insieme a tutti i vostri limiti, tabù e pregiudizi che andranno rielaborati e corretti.
Si tratta di andare in fondo alle esperienze tenendo però contatto con la superficie. Non si tratta di negare qualcosa, ma di accogliere tenendo tutto insieme. L'io è parte di voi anche quando comprenderete i suoi giochi e lo spazio di libertà che gli avete concesso. Quando comprenderete che può essere come un bambino che cresce e va educato. Quando comprenderete, in realtà, è solo uno strumento e non la vostra esistenza. Capite?

04 Non interpretare ma ascoltare

Evitate quanto possibile di interpretare quanto leggete o ascolterete. Ascoltate ciò che le persone vi dicono non solo verbalmente ma con tutti i vostri sensi. Sarebbe già molto, visto che i 5 sensi conosciuti sono in realtà 12 e se fossero sviluppati anche interiormente sarebbero ben 24. Anche se la realtà arriva a voi completa di tutta l'esperienza, siete così ciechi e sordi da filtrate ogni informazione attraverso i limiti, non tanto della mente quanto del vostro ego, quanto percepite. Non sarà facile, ma sarà necessario nel tempo trovare un diverso modo di ascoltare, di vedere, di percepire. La mente cercherà sempre di incasellare un concetto in archetipi e saperi conosciuti, perché la fa sentire più sicura, dimostrando però allo stesso tempo la sua profonda debolezza e mancanza di realtà. È vostro compito scoprire quanto la vostra mente possa mentire, quanto essa alteri le informazioni, quanto essa sia abitudinaria, quanto spazio libero le avete dato. Cercare di mettere ordine nella vostra mente non sar´ così scontato e semplice, è come affrontare una soffitta senza luce e piena di oggetti, di polvere, di animali, di pericoli. Non saprai mai dove poserai i piedi o le mani e cosa esse potranno tirare su. Però è l'unica strada per fare ordine sia dentro, sia fuori. Certo, mettere ordine fuori, con una vita equilibrata, è un grande aiuto per mettere ordine dentro visto che spesso quando si agisce, dietro ad una scelta, non si pensa di agire ma è semplicemente azione. Comprendere questa sfumatura, importante, può essere di grande conforto nella vostra ricerca interiore. Quindi, ascoltate e prendetevi il tempo per interpretare dopo, se proprio non ce la fate a non interpretare. Perché interpretare è come giudicare e vi perderete la verità del vostro interlocutore. Riflettete molto bene su questi concetti. Capite?

05 Collegare sì ma poi dimenticare

Cercate i collegamenti con ciò che conoscete e poi dimenticate. Questo processo sarà lungo, lungo quanto una vita, ma sarà il primo strumento con il quale vi avvicenerete ad ogni situazione e conoscenza. Non si può però collegare se non c'è apertura e rispetto per l'interlocutore, per il libro o la notizia. Far crescere dentro di voi questi due aspetti non sarà semplice e non sarà scontato, perché per farlo ci vorrà una mente ordinata, non succube dei suoi vizi. E poi, come detto, è necessario dimenticare. Sì, perché anche se esistono menti in grado di memorizzare moltissime informazioni, nella maggioranza dei casi la mente non è in grado di ricordare tutto per filo e segno. Una volta dimenticata l'informazione potrà trasalire da dentro, da quel pozzo che non è solo la mente, ma il vostro corpo, il vostro essere qui e ora. Ciò che trasale è l'esperienza, la capacità dell'essere di essere in collegamento con le parti più profonde dell'universo e di se stessa. Questo è un ennesimo esercizio da comprendere e realizzare nella quotidianità della vostra vita. Vi è mai capitato di sentire vero un concetto senza aver fatto una qualsiasi ricerca o riflessione? Senza che vi sia nella vostra mente un briciolo di spiegazione anche soggettiva? Ecco. Certo, questa sensazione può nascere anche da una programmazione inconscia della vostra mente ma può arrivare dal collegamento con le verità esperite dentro di voi. Quale sia di queste due dipenderà solo da voi e dalla consapevolezza che svilupperete in voi stessi. Essere consapevoli oltre il proprio ego non è scontato e semplice. Non sarà una tecnica ad aiutarvi ma solo essere centrati in voi stessi e non nell'ego. Capite?

06 Dare tempo e spazio ma anche no

Non preoccupatevi mai di quanto tempo dare alla ricerca, la ricerca quando è reale avviene in ogni momento della vostra vita. Cercate di non avere aspettative, in quanto vi rallenteranno. Volete meditare? Meditate. Volete pregare? Pregate. Volete ascoltare? Ascoltate. Volete fare yoga? Fatelo. Che siano dieci minuti o un'ora è indifferente, ciò che è importante è la qualità con cui vi ponete a farlo. All'inizio questo esercizio può essere utile per educare la mente, per valutare quanto vi dia fastidio fermarvi, perché se fallirete nell'esercizio sarà comunque utile. Volete in questo frangente usare una coperta, un lenzuolo, delle candele, un ciondolo, un abbigliamento particolare, va bene. Gli oggetti possono essere un sostegno ma possono essere anche espressione di voi stessi, mai del vostro credo in quanto sarebbero segno della vostra debolezza, dei vostri dubbi. Anche una musica può aiutare, ma attenti che non sia la scusa per distrarvi dall'ascolto di ciò che accade nella mente e dentro di voi. Domandatevi: chi sta ascoltando ora i vostri pensieri? Siete sempre voi. L'idea del channeling è fuorviante e non permette una reale comunicazione con il vostro interiore. Spesso, ma non è detto che sia il vostro caso, la si usa per non prendere la responsabilità di ciò che si dice e si pensa. Quando avrete, nel tempo, preso dimestichezza con il vostro silenzio oltre il turbinio della mente, dell'inconscio e dello stesso interiore, scoprirete che il tempo è una bella illusione. Una illusione che vi farà comprendere che tutto è possibile nel qui e ora e non in un divenire. Il divenire è espressione del vostro cambiamento interiore fino alla liberazione dell'anima nella Creazione. La mente per avere un punto fermo crea l'idea di uno spazio e di un tempo che passa, che si evolve, ma è illusorio.. Capite? Difficile da capire quando tutto sembra essere misurabile, presente e reale. Vero? Non preoccupatevi, andiamo avanti.

07 Non saltellare ma fare passi normali

Risulta normale per voi scappare delle vostre responsabilità, dalle necessarie esperienze cercando di saltare dei passi. Ritenete sempre di sapere una cosa e di non doverla ripetere, senza poi condersi conto che sapere non basta. Per questo motivo, siete facile preda di persone che vengono da voi stessi definiti guru, maestri, illuminati, tecnici, operatori, maghi che con un rito o, se volete, una pratica possono cancellare i vostri mali, problemi e, ancora più ridicolo, il vostro karma. La vostra medicina, alla fine, si basa su vostro atto di fede al pari di chi si faceva in passato mettere le sanguisughe sul corpo. Metodo peraltro valido, come può essere la coppettazione in Cina oippure l'asportazione più moderna con la siringa. Nessuno può sollevarvi dai vostri errori, solo voi potete farlo e per farlo dovete rimboccarvi le maniche. Perché guarire per fede non vuol dire aver fiducia cieca ma essere consapevoli, anche se per la frazione di un attimo, che tutto ha un senso e tutto ha un ordine superiore.
Perché comunque vi accorgerete alla fine di questo paragrafo umano del vostro inganno e lo riconoscerete con rammarico. Ricordate bene: nulla si perde e tutto si trasforma. Se doveste trovare anche un bravo sacerdote o terapista che vi aiuterà da un malanno, esterno o interno, sappiate che se anche lui si prende il carico del male, non prenderà quello del karma o, dal mio punto di vista, quello interiore e legato strettamente all'anima. A meno che non abbiate compreso il vostro errore e allora, lui, diventa strumento della Vita. I medici hanno una grande responsabilità in questo senso. Per questo motivo vi consiglio di ricambiare la vita con un atto di valor misura, perché non sar&agravà con il denaro che potrete ricambiare ma solo le vostre reali intenzioni. Capite? Ma quali sono le vostre reali intenzioni nelle diverse scelte che avete fatto, fate e farete? Nulla si perde e correre non serve, anzi, si corre il rischio di inciampare e cadere. Un buon passo è sempre la migliore scelta.

08 Una particolare costanza del divino

Essere costanti è importante, perché iniziare è facile, mantenere -come si dice- la barra al centro è invece difficile. Lo scopo della ricerca interiore non è arrivare solo al qui e ora, ma andare oltre. Oltre l'assenza di tempo e lo spazio infinito. Due concetti troppo difficili per la vostra mente ma vividi nel vostro corpo, espressione del divino e dell'Amore, e nel vostro interiore espressione della Creazione. Così viene inteso nei sette libri. Perché quando avrete raggiunto il vostro centro scoprirete che non siete il centro ma l'intero infinito cerchio che racchiude e trascende tutto, anche se stesso. Finalmente sarete a Casa anche se sarete in un letto di ospedale a terminare gli ultimi giorni della vostra vita umana o immersi nel fitto di un bosco durante una luna piena. L'infinito quando si schiude non alla mente ma all'essere ed è travolgente e meraviglioso. Questa storia può certamente restare, in questa vita, una favola ma se lo resta dipenderà solo da voi e dal vostro vissuto. Rammentate sempre che l'ago della bilancia siete voi stessi, con i vostri pensieri, parole, azioni, scelte e intenzioni. Siete voi e il vostro mondo a fare la differenza, anche quando fuori sembra tutto impazzito. Quando ciò accadrà capirete quanto sia piccolo chi si comporta fuori dalle leggi spirituali, al pari di un bambino di sei anni che fa i capricci perché gli è stato tolto un giocattolo. Crescere come uomini, come persone con una dignità e una interiorità è un processo lungo, faticoso e meraviglioso. Non significa diventare o essere dio, alla mente e al vostrio io piacerebbe, mentre all'anima, alla vostra anima, piace rientrare in seno alla Creazione così come l'abbraccio della madre è cercato dal neonato.
La realtà è molto semplice: quando seguite le regole, siano esse umane, religiose, naturali o divine, vi scontrate con la stessa società, quando infrangete le regole le cose vanno meglio, molto meglio. L'uomo infrange le sue stesse regole perché è, come si dice oggi, nel suo DNA il voler andare contro le regole ed è la stessa espressione, da cui è dipartito tutto, di rivolta verso Dio e la storia di un angelo caduto. Capite? Avete messo in croce chi vi ha richiamato all'ordine e all'amore e poi l'avete messo sull'altare per delegare la vostra responsabilità. Ma non funziona, pensateci bene.

Queste sono le poche regole, se regole le volete chiamare, per procedere nella ricerca interiore, per poter leggere e rileggere i libri di Metafisica dell'esistenza e scoprire tra le righe ciò che è stato scritto. Perché ciò che accade, qui o altrove sulla Terra o nell'universo, non è dovuto al destino o al karma, ma dall'infinita e amorevole possibilità di comprendere voi stessi. Ciò che accade nel mondo vi riguarda, sempre, anche quando può sembrare di no o perché troppo lontano da voi. È un consiglio. Lo stesso consiglio che darei se vi apprestaste a leggere i sette libri di Metafisica dell'esistenza scritti da Grazia Cavasino.

X.L.X.




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